Comprendere in profondità, cambiare nella vita quotidiana
Credo che ogni persona porti dentro di sé una storia unica, fatta di esperienze, relazioni, emozioni, conflitti, ma anche di risorse che talvolta non riesce più a riconoscere. Il mio lavoro di psicoterapeuta consiste nell’accompagnare le persone alla scoperta di questa storia, aiutandole non soltanto a comprendere le origini della propria sofferenza, ma anche a trovare nuove possibilità di vivere, scegliere e costruire relazioni più soddisfacenti.
La mia formazione è profondamente psicoanalitica. Le mie radici affondano nel pensiero di Carl Gustav Jung, nella sua concezione dell’inconscio e nel processo di individuazione, inteso come percorso attraverso il quale ciascuno può avvicinarsi a una conoscenza più autentica di sé.
Nel corso degli anni, questa prospettiva si è progressivamente arricchita attraverso l’incontro con la psicoanalisi relazionale contemporanea, che pone al centro dell’esperienza umana il ruolo delle relazioni, dei legami affettivi e delle esperienze attraverso cui costruiamo la nostra identità.
Oggi il mio lavoro si sviluppa proprio lungo questo ponte: tra la profondità della psicologia junghiana e la sensibilità della psicoanalisi relazionale. Due prospettive che considero complementari e che mi permettono di guardare alla persona nella sua complessità, senza ridurla a un insieme di sintomi o a un’etichetta diagnostica.
La profondità dell’analisi e gli strumenti per il presente
Sono convinto che comprendere le ragioni profonde di una sofferenza sia importante, ma che non sempre sia sufficiente per stare meglio.
Chi si rivolge a uno psicoterapeuta, spesso, non cerca soltanto risposte sul proprio passato. Desidera anche riuscire a gestire un’ansia che limita la quotidianità, affrontare emozioni difficili, uscire da relazioni dolorose, ritrovare fiducia in sé o tornare a fare scelte che sembravano impossibili.
Per questo motivo, alla mia formazione psicoanalitica ho affiancato percorsi di formazione e certificazione in approcci e strumenti terapeutici contemporanei, tra cui:
- ACT (Acceptance and Commitment Therapy), per sviluppare maggiore flessibilità psicologica, modificare il rapporto con pensieri ed emozioni difficili e orientare la propria vita verso ciò che conta davvero.
- DBT (Dialectical Behavior Therapy), per favorire la regolazione emotiva, la tolleranza della sofferenza e lo sviluppo di modalità relazionali più efficaci.
- Mindfulness, per coltivare una maggiore consapevolezza di sé, del proprio corpo e delle proprie esperienze, imparando a vivere il presente con meno automatismi e maggiore equilibrio.
Questi strumenti non sostituiscono il lavoro psicoanalitico, ma lo completano. Mi consentono di costruire percorsi terapeutici nei quali la comprensione profonda di sé possa accompagnarsi a cambiamenti concreti, talvolta percepibili già nelle prime fasi del percorso.
Non credo nelle soluzioni uguali per tutti, né nelle promesse di cambiamenti immediati. Credo invece in una psicoterapia capace di rispettare i tempi di ogni persona, senza perdere di vista il suo bisogno di stare meglio anche nel presente.
Una visione della persona nella sua interezza
Il mio percorso universitario si è sviluppato attraverso tre discipline: Biologia, Psicologia Clinica e Antropologia Culturale, tutte studiate presso l’Università degli Studi di Torino.
Questa formazione multidisciplinare ha contribuito a costruire una visione dell’essere umano nella quale corpo, mente, emozioni, relazioni e cultura sono dimensioni profondamente interconnesse.
È una prospettiva che definisco bio-psico-antropologica e che mi accompagna nel lavoro clinico: ogni difficoltà psicologica viene considerata non come un problema isolato, ma all’interno della storia personale, delle esperienze corporee, delle relazioni e del contesto di vita.
La mia esperienza professionale affonda le radici nel 1977, quando ho iniziato a occuparmi di discipline orientate al benessere della persona e di psicologia del profondo. Dal 1997 svolgo attività psicoterapeutica, un percorso che continua ad arricchirsi attraverso lo studio, la formazione e, soprattutto, l’incontro quotidiano con le persone.
La relazione terapeutica come luogo di cambiamento
Al di là dei modelli teorici e delle tecniche, considero la relazione terapeutica il cuore del mio lavoro.
La psicoterapia dovrebbe essere prima di tutto uno spazio nel quale sentirsi ascoltati, accolti e compresi, senza il timore di essere giudicati. Un luogo nel quale sia possibile esplorare anche gli aspetti più difficili di sé, con la libertà di procedere secondo i propri tempi.
Il mio compito non è dire a una persona come dovrebbe vivere, ma aiutarla a riconoscere i propri bisogni, comprendere i meccanismi che la fanno soffrire e sviluppare nuove possibilità di scelta.
L’obiettivo non è soltanto ridurre il disagio, ma favorire una vita più consapevole, libera e coerente con ciò che ciascuno sente importante.
La ricerca continua
Dall’incontro tra la mia formazione psicoanalitica e i più recenti approcci alla regolazione emotiva, alla consapevolezza e alla flessibilità psicologica è nato anche il progetto NREM – NeuroRelational Eight-Step Model, un modello integrato che sto sviluppando per coniugare profondità del lavoro terapeutico e strumenti concreti di cambiamento.
Chi desidera approfondire questo progetto può visitare www.nrem.it.
Accanto all’attività clinica coltivo da sempre la passione per la lettura, i viaggi e la scrittura narrativa, soprattutto di genere psicologico. Anche attraverso le storie cerco, in fondo, di esplorare ciò che da sempre mi affascina: la complessità della mente umana, i suoi misteri e le sue possibilità di trasformazione.
Credo in una psicoterapia che sappia guardare in profondità senza perdere di vista la vita di ogni giorno. Perché comprendere se stessi è importante, ma poter vivere meglio è altrettanto importante.

A Venezia, fra nebbia, acqua alta e i suoni lontani del conservatorio, il celebre psicoanalista Leone Treves conduce una vita silenziosa e perfettamente controllata. Fino al giorno in cui una giovane violoncellista entra nel suo studio. Anna Vianello è inquieta, insonne, abitata da ricordi che non riesce a nominare. Seduta dopo seduta, fra silenzi, confessioni e un’attrazione sempre più oscura, il rapporto fra i due scivola lentamente oltre i confini dell’analisi. Ma a Venezia il passato non scompare mai. Riemerge nell’acqua dei canali, nei corridoi dei palazzi, nei suoni di un violoncello nella notte. Un noir psicologico ipnotico e sensuale, dove l’amore, la memoria e il desiderio si confondono fino a diventare indistinguibili.
Faccio parte di:
- Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Piemonte
- IPP (Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica)
- SIPNEI (Società Italiana di PsicoNeuroEndocrinoImmunologia)
- Federmindfulness
- ACT-Italia
- ACBS (Association for Contextual Behavioral Science)
- Ippocrate.org
Mi occupo attivamente di diritti LGBTQIA+ e di supporto psicologico specifico.
Il mio obiettivo è quello di aiutare le persone a raggiungere il loro Sé più autentico favorendo il cambiamento e la crescita individuale attraverso una rilettura autentica delle esperienze e dei vissuti.
Per informazioni e prenotazioni appuntamenti e per vedere dove ricevo vai alla pagina Contatti.

